Le “SkinCities” di Frank&Frank

Le mappe cittadine come opere d’arte concettuali: questa l’impressione a una prima osservazione delle SkinCities di Frank&Frank, dove il confine tra arte e design è qui molto labile. Il taglio a laser impresso sui pellami, anch’essi con una propria storia, riproduce le mappe delle città in cui dialogano i luoghi dove viviamo con i luoghi sognati, odiati o dimenticati del mondo; ognuno nella sua preziosa e disperata diversità. Aleppo, New York, Milano, ognuna con pari dignità, si stagliano sulle pareti a formare grafismi che richiamano luoghi della Terra di identica dignità. Presentate alla MDW19, la mappa di Milano accanto a quella di Aleppo, quella di New York accanto a quella delle città israelo/palestinese di Hable e Matan, Venezia accanto all’antica capitale dell’Afganistan Kandahar, Tokyo a Tjuana.

Le pelli utilizzate hanno provenienze tra le più diverse, a volte scelte per alcune “imperfezioni” esaltando così la bellezza della diversità, nel rispetto della vita che sono state, esattamente come i luoghi che rappresentano. Il progetto vuole dare dignità e considerazione anche agli animali che hanno condiviso con l’uomo la loro esistenza. Ad esempio la pelle di cammello asiatico, con la quale è stata realizzata la mappa di Kandahar, presenta ancora i segni delle punture degli insetti durante le traversate nel deserto. Incidere qualcosa sulla pelle è un atto indelebile di consapevolezza. Questa riflessione varca ogni confine territoriale e ci richiama ad abbattere le differenze e le conflittualità, sottolineando la dignità delle città e la bellezza attraverso la neutralità delle mappe incise a laser nel progetto SkinCities.

Info: http://frank-frank.it/